giovedì 23 ottobre 2008

incipit


l'androide è un essere artificiale, un robot, con sembianze umane (il termine deriva dal greco anèr, andròs, "uomo", e quindi può essere tradotto "a forma d'uomo") presente soprattutto nell'immaginario fantascientifico In taluni casi l'androide può risultare indistinguibile dall'essere umano.
uno degli autori di fantascienza che fanno maggior uso degli androidi è stato Philip Dick il quale, poco interessato agli aspetti strettamente tecnico-scientifici, li utilizzava soprattutto come sostituti robotici degli uomini e dunque inquietanti simboli, rispecchiamento/rovescio dell'essere umano, definendoli spesso simulacri. Da un romanzo di Dick è tratto il film Blade runner che presenta un vivido ritratto di replicanti che aspirano a quella vita umana loro ineluttabilmente negata.
Possono esistere dunque anche androidi buoni, che il “diverso” non sempre è cattivo o brutto, un po’ eroi romantici, da causa persa, seduti dalla parte del torto contingente ma della ragione storica. politicamente scorretti, amanti del vero, del bello, del tutto. "umano troppo umano". Alter ego, specchi della nostra umanità, a volte più umani degli umani. poi ci siamo anche noi, sperduti androidi che non vogliono essere replicanti for ever e che inseguono se stessi e i molteplici (forse) significati della vita, con alterne fortune.

Nessun commento:

Posta un commento