giovedì 23 ottobre 2008

differenza...di classe


Questa storia delle classi differenziali per i bambini stranieri è per me abbastanza inquietante. Ammantata di "buon senso” come quasi tutte le cose che fa questo governo, nel senso che corrispondono molto al “senso comune” che sentiamo la mattina sulla metro, al bar, in giro per la strada. Poi la lega in “sensocomunismo” è specializzata...e poi è la caratteristica del governo attuale: in mancanza di una chiara strategia si “siede” sui desiderata della “gente”, li agevola e li asseconda.
È inquietante e mi riporta indietro di molti anni. Alle medie io sono stato in una specie di classe differenziata. Non perché io sia straniero (all'epoca, tanti tanti anni fa, gli immigrati nel nostro paese quasi non c'erano) ma perché si era voluto sperimentare di mettere ragazzi molto bravi insieme a ripetenti, “vivaci”, con qualche problema di apprendimento. Era una scuola dell’estrema periferia romana, in una borgata, insomma.
Non sono un pedagogista ma il risultato fu che per tre anni, nel periodo della pubertà quando si iniziano a sentire i primi movimenti tellurici sessuali, mi sono trovato in una classe di soli ragazzi – chissà forse la quantità di ragazze “discole” all'epoca era bassa, ancora non c'era il bullismo femminile - con un'alta concentrazione di problemi (i ragazzi problematici erano stati inseriti solo nella mia sezione - che da questo prendeva il nome di "sperimentale", cosicché nella mia classe quasi la metà erano loro) tale da influenzare l'andamento delle lezioni e l'apprendimento di tutti. Nessuna analisi di quello che c'era dietro questi “casi”, quali le storie familiari, le difficoltà. Alla faccia di barbiana!
Così ho dovuto ritardare l'ingresso nel mondo femminile e un po' di ansie mi sono venute (ma questo, rispetto all’argomento che sto trattando, capisco che è un danno collaterale), che veramente mi sembravano marziane e lontane, ma soprattutto è certo che anche per l'altra metà della classe, che a quel punto faceva massa, i benefici sono stati ben pochi. Non credo che nessuno di loro si sia neanche iscritto alle superiori. Se li avessero distribuiti casualmente in tutte le classi e sezioni credo che i risultati dal punto di vista dell'integrazione sarebbero stati molto più significativi.
Quindi, cambiando ciò che c’è da cambiare, mi sembra che la storia si ripeta…inutilmente e dannosamente.E poi come dice uòlter: mettere insieme il cinese col rumeno col marocchino...non è certo il modo migliore per fargli imparare l'italiano...grande uòlter...

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